News from VeniceBox

Post date: 2018-04-03

New VeniceBox collecting point near Rialto

VeniceBox collecting point is now closer to Rialto, still remaining in San Polo area, and can be reached in 15 minutes walk from Piazzale Roma or from the railway station.

  • Easier to find!
  • Closer to the hearth of Venice!

Post date: 2017-11-03

VeniceBox @ AO Hotel Network Day

VeniceBox will be presented at AO Hotels Network day on November 10th 2017 in Mestre (Venice).

Post date: 2017-07-31

Mostra del cinema a Lido 30/08-09/09

The 2017 edition of the famous "Mostra internazionale d'Arte cinematografica" will take place in Lido di venezia.
Take advantage of all the features of VeniceBox to reach Lido and enjoy this beautiful city!

Post date: 2016-09-01

VeniceBox is now ISIC partner

Post date: 2016-06-01

Biennale di Architettura

Biennale Giardini from 28-05-2016 to 27-11-2016

Post date: 2016-05-01

Ippolito Caffi

Museo Correr from 28-05-2016 to 20-11-2016

Post date: 2015-09-30

VENICEBOX IS EXPEDIA PARTNER!

VeniceBox is now an expedia partner, and is available on all Expedia group partners.

News from Venice

Post date: 2018-04-19

FRULLATORIO #12 ipertensione – satira, video e musica

Un dopocena tra satira, video e musica al Laguna Libre, dove venerdì 20 Aprile torna Frullatorio con una puntata dedicata alle crescenti tensioni nella città lagunare: dalla pressione turistica all’esodo dei residenti, dal referendum per separare Venezia da Mestre al disagio sociale. Nella serata dedicata all’Ipertensione, non può mancare la musica [...]

Un dopocena tra satira, video e musica al Laguna Libre, dove venerdì 20 Aprile torna Frullatorio con una puntata dedicata alle crescenti tensioni nella città lagunare: dalla pressione turistica all’esodo dei residenti, dal referendum per separare Venezia da Mestre al disagio sociale. Nella serata dedicata all’Ipertensione, non può mancare la musica di Alberto Bettin al pianoforte, la poesia di Alessandro Burbank, la stand up comedy a km 0 di Nicolò Falcone.

Per i tavoli nella sala concerti maggiorazione di 5€ sulla prima consumazione o sulla cena.

-Cos’è Frullatorio-
Progetto nato da H2O non potabile in collaborazione con Anna Ghiraldini e Ginevra Formentini, Frullatorio è uno show dal vivo, dove i ritmi televisivi scandiscono una serie di interviste, gag, gingle, classifiche e video che si rivolgono al contesto veneziano. L’obiettivo di Frullatorio è far conoscere al pubblico realtà associative e start up che s’impegnano per rendere vivo il territorio, il tutto senza far addormentare chi ascolta. Irriverenza e ironia sono il condimento principale delle interviste anomale a cui verranno sottoposti gli ospiti.
Frullatorio è uno show con tutte le carte in regola: una scrivania, una poltrona, musica dal vivo, due presentatori e un tecnico, tutto a vista. Venite a sedervi al Laguna libre per gustarvi la classifica dei peggiori titoli della stampa locale, assaporar le questioni sociali più calde e tanti altri spunti comici su Mestre e Venezia che rendono l’esistenza più sopportabile.

Post date: 2018-04-17

Giacomo Quarenghi. Progetti Pittorici. Fino al 17 Giugno alle Gallerie dell’Accademia

Circa 100 disegni, in buona parte inediti e mai presentati al pubblico, saranno presentati alla mostra “Giacomo Quarenghi. Progetti Pittorici” che dall’1 Marzo al 17 Giugno riempirà le Gallerie dell’Accademia. La mostra, allestita in occasione del bicentenario della morte dell’artista (1744-1817),  è dedicata agli elaborati architettonici dell’autore bergamasco. l’ARTISTA, LE [...]

Circa 100 disegni, in buona parte inediti e mai presentati al pubblico, saranno presentati alla mostra “Giacomo Quarenghi. Progetti Pittorici” che dall’1 Marzo al 17 Giugno riempirà le Gallerie dell’Accademia. La mostra, allestita in occasione del bicentenario della morte dell’artista (1744-1817),  è dedicata agli elaborati architettonici dell’autore bergamasco.

l’ARTISTA, LE SUE OPERE E VENEZIA

I disegni di Giacomo Quarenghi giunsero all’Accademia di Venezia nel 1824, due anni dopo l’acquisto della prestigiosa collezione di disegni antichi di Giuseppe Bossi. Oltre a soggetti architettonici sono ampiamente rappresentati anche vedute e capricci già integralmente pubblicati. Quarenghi, grande interprete neoclassico e profondo estimatore di Andrea Palladio, fu chiamato in Russia nel 1779 da Caterina II (1762-1796) e ne divenne ben presto architetto ufficiale. Dopo la morte dell’imperatrice continuò a lavorare per lunghi anni con i suoi successori, il figlio Paolo I (1796-1801) e il nipote Alessandro I (1801-1825), sino alla fine dei suoi giorni avvenuta a San Pietroburgo nel 1817, al termine di un soggiorno in terra russa quasi quarantennale. La committenza di Quarenghi non si limitò tuttavia alla sola corte imperiale, ma si estese anche all’aristocrazia di più alto rango, locale e internazionale, che gravitava attorno alla capitale.

I documenti, i rapporti epistolari e gli elaborati di quegli anni restituiscono un’attività incessante e quasi frenetica che lo vide progettare con grande versatilità edifici pubblici, religiosi, commerciali, sfarzose residenze private o più semplici case di campagna per la villeggiatura. Non tutte le ideazioni di Quarenghi giunsero all’edificazione finale, ciò nonostante i suoi progetti incisero in modo significativo sull’aspetto monumentale e urbanistico di San Pietroburgo e, seppur con meno intensità, anche di Mosca. Di tutto ciò è rimasta un’imponente produzione grafica, in parte autografa e in parte demandata a stretti collaboratori, che divenne ben presto oggetto di precoce passione collezionistica da parte di amatori e studiosi.  Si inserisce in questo quadro anche l’acquisto dei disegni che il governo austriaco fece per l’Accademia veneziana, acquisto proposto ancora una volta al presidente Leopoldo Cicognara dall’abate Luigi Celotti , già protagonista della compravendita della raccolta Bossi. La precocità dell’acquisto veneziano e la notevole consistenza numerica del fondo, nonostante alcune mancanze, rendono questo nucleo una delle raccolte quarenghiane più importanti, una sorta di prima scelta con molti elaborati di grande qualità, talvolta riportanti le firme autografe dei sovrani per approvazione, e ampiamente rappresentativa di quasi tutti i maggiori progetti dell’architetto.

L’arrivo a Venezia della raccolta fu favorito dal rapporto duraturo che Quarenghi ebbe, anche a distanza, con personalità della città e con gli stessi accademici. La sua passione per Andrea Palladio, la cui lezione appare costantemente presente nelle progettazioni, lo aveva portato negli anni giovanili a un viaggio sui luoghi palladiani e all’incontro in laguna con Tommaso Temanza e Giannantonio Selva. Non è chiaro in che modo fu definita la selezione dei fogli da proporre all’Accademia di Venezia in un momento in cui il figlio Giulio possedeva ancora sostanzialmente integra la produzione vastissima dello studio del padre, ma il nucleo veneziano appare esplicitamente calibrato per descrivere non soltanto la figura di Quarenghi architetto, ma anche la sua natura di artista con una sostanziale equilibrata divisione tra progetti architettonici e vedute e capricci. Questo forse per un desiderio degli accademici di garantire un’utilità dell’acquisto a tutti gli studenti e non solo alle classi di architettura, oppure per l’intento di Giulio di trasmettere un’immagine del padre il più completa possibile. Allo stesso modo, la parte dedicata ai progetti architettonici, pur rispecchiando sostanzialmente gli anni d’attività del soggiorno russo anche quando riflette progetti ideati per luoghi diversi, appare rappresentativa di tutti i principali lavori e delle diverse tipologie funzionali con le quali Quarenghi si era confrontato.

INGRESSO
Intero 15€, ridotto 7,50€
La mostra è visitabile tutti i giorni dalle 8.15 alle 19.15

Post date: 2018-04-07

Le pietre di Venezia. Mostra dedicata a Ruskin a Palazzo Ducale

Cosa sarebbe il mito di Venezia senza John Ruskin, cantore della bellezza eterna della città, tanto più affascinante ed estrema perché colta nella sua decadenza? John Ruskin “torna” a Venezia in una grande mostra che per la prima volta in Italia punta i riflettori  sull’artista e sul suo rapporto con la [...]

Cosa sarebbe il mito di Venezia senza John Ruskin, cantore della bellezza eterna della città, tanto più affascinante ed estrema perché colta nella sua decadenza? John Ruskin “torna” a Venezia in una grande mostra che per la prima volta in Italia punta i riflettori  sull’artista e sul suo rapporto con la città lagunare.

Personaggio centrale nel panorama artistico internazionale del XIX secolo, scrittore, pittore e critico d’arte, l’inglese John Ruskin (1819-1900) ebbe un legame fortissimo con la città lagunare, alla quale dedicò la sua opera letteraria più nota, “Le pietre di Venezia”: uno studio della sua architettura, sondata e descritta nei particolari più minuti, e un inno alla bellezza, all’unicità ma anche alla fragilità di questa città.

Sulla mostra e sull’artista

Venezia come la musa ispiratrice di questo artista immenso che  “ha valicato ogni confine in nome di una visione interdisciplinare, praticata quando il termine ancora non c’era”. Ruskin, ammirato da Tolstoj e da Proust, capace di influenzare fortemente l’estetica del tempo con la sua interpretazione dell’arte e dell’architettura, torna ora a Venezia nei luoghi della sua ispirazione; torna a Palazzo Ducale, edificio emblematico che egli esplorò a lungo da angolazioni diverse: taccuini, acquarelli, rilievi architettonici, calchi in gesso, albumine, platinotipi. Ad ospitarlo è la sequenza di sale e loggiati tante volte raffigurati, ove la scenografia di Pier Luigi Pizzi dà risalto alle presenze architettoniche e scultoree della Venezia gotica e bizantina, medievale e anticlassica che egli tanto amava e che desiderava preservare dall’oblio.


Informazioni pratiche

La mostra “Le pietre di Venezia” sarà allestita a Palazzo Ducale e visitabile fino al 10 giugno 2018.

Biglietti: 13€ intero, 10€ ridotto
Aperta tutti i giorni dalle 8.30 – 17.30 ultimo ingresso ore 16.30

Post date: 2018-03-26

Dal 31 Marzo a Palazzo Zaguri

“Venice Secrets, Crime and Justice” in mostra dal 31 Marzo a Palazzo Zaguri Il 31 marzo 2018 Palazzo Zaguri aprirà al pubblico con la mostra “Venice Secrets, Crime and Justice”, S. Marco 2668 – Campo San Maurizio – Venezia. Una mostra che racconterà con reperti unici e suggestive ricostruzioni la [...]

“Venice Secrets, Crime and Justice” in mostra dal 31 Marzo a Palazzo Zaguri

Il 31 marzo 2018 Palazzo Zaguri aprirà al pubblico con la mostra “Venice Secrets, Crime and Justice”, S. Marco 2668 – Campo San Maurizio – Venezia. Una mostra che racconterà con reperti unici e suggestive ricostruzioni la storia di Venezia attraverso il tema della tortura, della pena di morte e dell’inquisizione, sfatando miti e antimiti di una delle realtà storiche più longeve nel panorama europeo.

Il percorso espositivo, articolato in quattro sezioni e 36 sale espositive (sezione prima: Giustizia e tortura; sezione seconda: Carceri e carcerati; sezione terza: Il rito delle esecuzioni capitali; sezione quarta: Inquisizione e Sant’Uffizio), offrirà l’opportunità di visionare centinaia di strumenti di tortura e oltre 60 documenti originali esposti al mondo, per la prima volta, che raccontano una Venezia oscura e i suoi drammi come il caso del doge Francesco Foscari, la tragica fine del Carmagnola e la prigionia di Giacomo Casanova.

Ogni sala espositiva sviluppa la narrazione di una storia, ma anche i segreti delle magistrature che componevano la struttura dello Stato. Ampio spazio sarà dedicato al Sant’Uffizio attraverso numerosi esempi, dallo scontro tra la Repubblica di Venezia e la Santa Sede, alle figure di Giordano Bruno e Paolo Sarpi.

La mostra sarà aperta al pubblico tutti i giorni fino al 1 Maggio, da lunedì a domenica, dalle ore 10.00 alle ore 22.00 dando così l’opportunità al visitatore di trascorrere una piacevole serata in mostra. Info su www.venicesecrets.net

Post date: 2018-03-22

Le foto di FULVIO ROITER in mostra fino al 26 Agosto ai Tre Oci

A due anni dalla sua scomparsa, una retrospettiva profonda ed emozionante sul grande fotografo veneziano  Fulvio Roiter in mostra fino al 26 Agosto alla  Casa dei Tre Oci. 200 fotografie, la maggior parte vintage, che accompagnano dale 1948 al 2007 la vita e i viaggi di Roiter in quella che si presenta come la [...]

A due anni dalla sua scomparsa, una retrospettiva profonda ed emozionante sul grande fotografo veneziano  Fulvio Roiter in mostra fino al 26 Agosto alla  Casa dei Tre Oci.

200 fotografie, la maggior parte vintage, che accompagnano dale 1948 al 2007 la vita e i viaggi di Roiter in quella che si presenta come la più completa monografica mai realizzata sull’autore e la prima dopo la sua recente scomparsa, il 18 Aprile 2016. Un omaggio e un ricordo che la Casa dei Tre Oci ha voluto dedicare al fotografo che più di ogni altro ha legato l’immagine di Venezia al proprio nome.

La mostra promossa dalla Fondazione di Venezia in partenariato con Città di Venezia e curata da Denis Curti, è stata resa possibile grazie al prezioso contributo della moglie Lou Embo; le opere in esposizione fanno emergere tutta l’ampiezza e l’internazionalità del lavoro di Fulvio Roiter, collocandolo tra i fotografi più significativi dei nostri giorni. Partendo dalle origini e dal caso che hanno determinato i primi approcci di Roiter alla fotografia, nel pieno della stagione neorealista, di cui il fotografo veneziano ha ereditato la finezza compositiva, il percorso racconta gli immaginari inediti e stupefacenti che rappresentano Venezia e la laguna, ma anche i viaggi a New Orleans, Belgio, Portogallo, Andalusia e Brasile. L’allestimento si arricchisce di videoproiezioni, ingrandimenti spettacolari e una ventina di libri originali, che, oltre a visualizzare in pagina l’opera di Roiter, restituiscono anche la vastità di contributi critici dei tanti autori che hanno scritto sul suo lavoro, tra cui Andrea Zanzotto, Italo Zannier, Alberto Moravia, Ignazio Roiter, Fulvio Merlak, Gian Antonio Stella, Roberto Mutti, Giorgio Tani, Enzo Biagi.

 

Ingresso: 12€
Ridotto: 10€

Aperto tutti i giorni tranne il martedì dalle 10 alle 19

Post date: 2018-02-15

“Il mondo che non c’era. L’arte precolombiana nella Collezione Ligabue” fino al 30 Giugno a Venezia

L’arte, ci ricorda Octavio Paz, non è mai piatta “descrizione di quello che vedono i nostri occhi, è bensì rivelazione di ciò che è oltre l’apparenza…” È una metafora, una religione, un’idea dell’uomo e del cosmo. (Jacques Blazy, curatore della mostra)  Dopo il grande successo di Firenze e Rovereto e Napoli [...]

L’arte, ci ricorda Octavio Paz, non è mai piatta “descrizione di quello che vedono i nostri occhi, è bensì rivelazione di ciò che è oltre l’apparenza…” È una metafora, una religione, un’idea dell’uomo e del cosmo. (Jacques Blazy, curatore della mostra) 

Dopo il grande successo di Firenze e Rovereto e Napoli la mostra “Il mondo che non c’era” approda a Venezia. Con Maya, Aztechi e Inca, 40 culture dell’America precolombiana, raccontate attraverso 200 reperti della vasta Collezione Ligabue, per ripercorrere cinquemila anni di civiltà. Un continente intero, palpitante di umanità, rimasto per l’Europa, sino al 1492, dietro il velo degli oceani.

 

Biglietti
Intero 8 € | Ridotto 7 € | Ridotto speciale 4 € (bambini dai 4 ai 12 anni compiuti)
Aperto da Martedì a Domenica (09.00 – 17.00)

 

Post date: 2017-12-24

Egitto. Dei, faraoni, uomini: il grande Egitto in mostra a Jesolo

Apre i battenti il 26 dicembre 2017 su 2500 mq. del centro espositivo Spazio Aquileia 123 al Lido di Jesolo e fino al 30 Giugno porterà il grande Egitto in terra veneziana. Reperti unici e suggestive ricostruzioni delle piramidi in un format coinvolgente e interattivo: questo il focus della mostra ‘Egitto. [...]

Apre i battenti il 26 dicembre 2017 su 2500 mq. del centro espositivo Spazio Aquileia 123 al Lido di Jesolo e fino al 30 Giugno porterà il grande Egitto in terra veneziana.

Reperti unici e suggestive ricostruzioni delle piramidi in un format coinvolgente e interattivo: questo il focus della mostra ‘Egitto. Dei, faraoni, uomini’, curata e prodotta da Venice Exhibition Srl, società promoter di mostre internazionali, e Cultour Active Srl, società di Treviso pioniera del binomio cultura e digitale dal 2011, supportata in questo progetto da un comitato scientifico di esperti egittologi.

La mostra 

Mai esplorata una camera sepolcrale egizia? Durante il percorso se ne vedono addirittura due ricostruite in scala 1:1: la tomba dell’artigiano Pashed e la leggendaria tomba di Tutankhamon, “il faraone fanciullo” dodicesimo re della XVIII dinastia egizia, scoperta da Howard Carter nel 1922. Durante la visita sarà poi possibile osservare da vicino reperti originali antichissimi della civiltà sviluppatasi sulle sponde del Nilo, reperti provenienti dalle più importanti collezioni egizie dei musei italiani e stranieri.

Sarà un’esperienza totale che non solo permetterà di vedere, conoscere e approfondire in mondo egizio, ma anche di “sentirlo”grazie ai molti supporti multimediali e interattivi presenti in tutto il percorso espositivo.

PREZZI

Adulti con audioguida omaggio: 16€
Ridotti con audioguida omaggio: 12€
Bambini 6-12 anni con audioguida omaggio: 8€
Bambini fino a 5 anni e accompagnatori di disabili non autosufficienti: gratuito